Innanzitutto “Buon inizio settembre a tutti!” 🙂

Comincio subito a spiegarvi cos’é l’embossing (ovvero la goffratura in italiano) ma anche la lavorazione a sbalzo

Ci sono sostanziali differenze fra le tecniche che cui ho appena accennato, ma in buona sostanza hanno molto in comune e si tratta sempre del processo di creazione di immagini e disegni in rilievo o incavati su vari materiali fra cui la carta, il cuoio e su lamierini di metallo. Mentre un motivo in rilievo è sollevato rispetto allo sfondo il motivo “incavato” sulla  superficie al contrario sporge leggermente sul retro. In buona sostanza con tanta creatività e divertimento con questa tecnica si possono creare motivi, disegni, decorazioni, texture originali mano libera. Più nello specifico diciamo che si può eseguire l’embossing anche su lamierino di alluminio come questo caso e la stessa cosa vale per la lavorazione a SBALZO perché è la tecnica della lavorazione del metallo in piastra sottile, condotta in modo da far risaltare le figure in rilievo; tecnica che viene usata anche con altri metalli, oltre all’oro e all’argento, come il rame, lo stagno e il ferro.

Per realizzare questo piccolo progetto che può diventare un quadretto sostenuto sul retro da un cartoncino, un lamierino lavorato da incorniciare o anche un rivestimento che potrete un poco arrotolare congiungendo le due estremità da incollare su un oggetto cilindrico e farne un porta penne o altro ancora.

Esistono lamierini in alluminio, in rame e altro metallo di vari spessori. Per lavorarli si usano dei bulini ovvero dei semplici strumenti dalla punta arrotondata ( ne esistono molti tipi ) che servono ad incidere in segno. Ovviamente non devono bucare il lamierino. Per semplificare questo tutorial ho usato dei bulini per art nail da poco prezzo dalle punte di varie misure e tutte arrotondate. Si possono acquistare in set anche su Amazon per pochi euro. Nel creare il mio lavoro embossing / sbalzo ho usato anche la punta di una penna, un pinza piatta per fare un bordo non tagliente piegando i bordi estremi del lamierino verso il retro del lavoro. Ma non dimentichiamo la materia prima, la protagonista del progetto ovvero la lattina di alluminio! 

Prima di tutto deve essere pulita. Con un cutter o la punta delle forbici di inizia a incidere la parte superiore e inferiore. Una volta fatto questo sempre facendo attenzione a non tagliarsi si apre con un taglio netto da cima a fondo. Ora il vostro lamierino è pronto per essere lavorato dopo averlo appiattito il più possibile usando, perché no?, un mattarello che aiuti a stenderlo. Avrete bisogno di una superficie morbida su cui appoggiare il lamierino di modo che sia possibile inciderlo, ma facendo attenzione a non affondare troppo con l’attrezzo che avrete scelto di usare. Un tappetino di gomma, del feltro o strofinacci piegati andranno benissimo come piano da lavoro. Dovrete partite con un’idea, uno schizzo su carta o un motivo o figura presa dal web e stampata, poi con la pratica potrete iniziare direttamente a lavorare secondo la vostra ispirazione e fantasia. Come potete vedere nella foto qua sotto si intravvede il mio disegno iniziale simile a un zentangle cioè un disegno astratto a mano libera che si basa sulla ripetizione di semplici linee geometriche (segmenti retti, curve, zig-zag)  simile agi cosiddetti “scarabocchi” artistici chiamati doodles (Doodle/Doodling : definizione data a centinaia di disegnini intrecciati che tutti, nella vita, senza accorgercene, abbiamo fatto sovrappensiero attorno ai bordi e alle pagine dei nostri quaderni, su un post-it per gli appunti durante una conversazione telefonica, oppure nell’agenda personale nel bel mezzo di una riunione in ufficio). Insomma, più fantasia e libertà espressiva davvero non saprei dove altro trovarla! Il mio lamierino mostra disegni che includono lo scarabocchiare (doodling) e tratti tipicamente zentagle. Il risultato è questo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come sempre un video tutorial accompagna questo articolo e potete trovarlo sul mio canale Youtube ( basta digitare Mara Braidotti per trovarlo). Per scrupolosità lo aggiungo a quanto ho descritto a parole, ma veder fare è indubbiamente più utile ed efficace. Se la vostra esperienza sarà stata positiva vi garantisco che quando berrete una bevanda qualsiasi in lattina difficilmente la getterete via, ma piuttosto sarete tentati a riciclarla! 🙂

Ciao a tutti e buon lavoro 🙂