Come realizzare un quadro astratto con normali colori acrilici.

(considerando che non ho nulla in contrario rispetto all’uso di quelli prodotti appositamente)

Non è un caso il fatto che lo scorso articolo trattasse a grandi linee proprio di questo tema

Oggi infatti vi parlo di un esempio di pittura astratta definita “Fluid Art” che riscuote molti consensi e che è a mio avviso piuttosto semplice da approcciare. Ovviamente non sto parlando di dipinti “seri” che implicano messaggi/immagini di tipo concettuale o reconditi significati da cogliere. Qui mi soffermo unicamente sul far apparire astratto un lavoro che in effetti lo è denudato però da impliciti richiami artistici!   Attenzione! La differenza è abissale!

Detto questo, per salvarmi da eventuali critiche di chi lavora sul vero astrattismo, ho voluto ripetere un esperimento che era riuscito con l’acquarello, questa usando i colori acrilici diluiti in poca acqua. Per ottenere un risultato il più vicino possibile ai colori acrilici liquidi già pronti. Non avendo la necessità di acquistarli, ma volendo comunque tentare un lavoro il più simile a quelli visti ovunque nel web e che rientrano nella sfera della “Fluid Art”.

Le cose sono andate così

Un pomeriggio ho verificato quanti acrilici erano avanzati da lavori precedenti e mi sono messa al lavoro usando come supporto pittorico un cartone telato 50 X 60. Posso dire di essermi divertita parecchio. Per esigenze di spazio mi sono spostata sul tavolo della cucina coperto con una cerata. ho preparato i colori divisi in bicchieri di plastica in cui li ho poi  miscelati con poca acqua. Dopo aver steso a pennello una base di acrilico bianco molto diluito ho iniziato a far cadere un solo colore per volta sul cartone telato per poi farlo roteare per far scivolare le tinte a caso. Nell’unirsi fra i colori hanno iniziato a creare da se gli stessi effetti simili alla carta marmorizzata cui la “Fluid Art” sembra ispirarsi.  Intervenendo successivamente su masse abbastanza dense di colore acrilico accumulatesi in alcuni punto del mio cartone telato ho tracciato linee nette con un bastoncino, e ancora ho usato anche pezzi di spago per creare un effetto “trascinamento” sempre dove il colore non era ancora livellato quindi piuttosto in rilevo. Così facendo ho ottenuto sfumature di colore e  movimenti, forme, sinuosità davvero sorprendenti.

La qualità dei colori usati non è fondamentale quanto la loro diluizione infatti se verrà aggiunta troppa acqua si otterrà un effetto “acqua colorata”, ma mi interessava poter intervenire sul colore o lasciarlo libero di andare dove meglio credeva prima di asciugarsi. 

Esempi di arte astratta liquida sono visibile ovunque. Per la sua realizzazione occorrono colori acrilici specifici già pronti per l’impiego. Il brand Liquitex è leader indiscusso in questo settore e sono facilmente reperibili. In quanto alle tecniche che si posso sfruttare per ottenere effetti astratti fra i più vari dovrei aprire un capitolo a parte, ma per provare a spiegarne una a caso è possibile versare il colore e farlo scivolare, si possono appoggiare i supporti pittorici direttamente su un bicchiere pieno di colore e capovolgere il tutto con cautela e rapidità. Una volta posizionato il bicchiere tenendolo premuto sulla superficie da colorare, si può decidere di sollevarlo e spostarlo quel tanto da creare scie oppure alzarlo di colpo e lasciar fuoriuscire il suo contenuto. Anche in questo caso sarà divertente vedere come il colore ora liberato andrà a scivolare e colare via.

In questo collage ho riunito particolari del mio cartone “astratto”. 

Ed ora andiamo a una parte del video che ho girato quel famoso pomeriggio di cui sopra. 🙂

Se ho solleticato la vostra voglia di saperne qualcosa in più potete lasciare commenti qui o sotto i video pubblicati su Youtube dove troverete anche una slide del lavoro fatto il giorno seguente su una base di sughero alta 1 centimentro.

Prometto che vi risponderò! Se avete letto fino in fondo questo articolo non mi resta che augurarvi una buona visione, ma anche buon lavoro!

Ciao a tutti da Mara

 

🙂