Brevemente vediamo insieme di cosa si tratta

Si tratta di filo d’acciaio trafilato che viene sottoposto alla ricottura. Da questo processo, che lo rende più duttile e “morbido”, prende appunto il suo nome “filo cotto” o in alcuni casi “ricotto”. Come di vede chiaramente si presenta scuro con sfumature che vanno dal grigio scuro al bronzo antico e non è affatto nero come qualche volta viene erroneamente chiamato. Non è nero! Il processo di ricottura in forno gli conferisce un aspetto opaco e vissuto ed proprio lì il suo fascino.

Essendomi stato chiesto di parlarne colgo l’occasione per farlo in questo articolo. Io ne sono entusiasta!  Personalmente lo trovo molto decorativo e si presta alla realizzazione di innumerevoli progetti. E pensare che le sue origini sono più che umili basti pensare che in edilizia si usa per armare il cemento, in agricoltura per la legatura di fieno e imballaggi…

A differenza del filo di ferro cotto “bianco”, ovvero la sua variante più lucida (non è bianco) e dall’aspetto davvero metallico, questo tipo di filo ossida all’aria e all’umidità cosa che al più freddino ferro cotto bianco difficilmente accadrà. Tuttavia si sceglie il filo di ferro cotto proprio per la patina naturale che tende a formare. Affermare che il filo di ferro cotto “scuro” è quasi poetico non è un’esagerazione. Dal suo rude e umilissimo aspetto, infatti, si può ricavare qualcosa di davvero unico e tutt’altro che “ruvido” specie se vi si aggiungono componenti di vario tipo (carta, stoffa, perle di vetro, legno e altro ancora).

Vediamo come e dove reperirlo

Essendo usato nei cantieri edili viene spesso venduto in un minimo d’ordine pari a circa 50 kg. Il costo è ridotto, ma in genere non si ha bisogno di tanta grazia, quindi trovo più logico rivolgersi a ferramenta o negozi di bricolage. Si può trovare facilmente in vendita on line (Io l’ho acquistato su Amazon. E’ possibile dunque trovarlo anche su Ebay etc.)

Il prezzo è modico e viene venduto in matasse , ma anche bobine dal diametro che va dai 0,5 mm fin oltre 1 mm. Il mio ultimo ordine me lo ha recapitato direttamente a casa per circa 11 euro (Una matassa da 0,65 mm + una da 1,2 mm. Questi diametri sono già più che ottimali per chi inizia o prova ad usare questo filo metallico per la prima volta.) Essendo usato per composizioni floreali, non stupitevi se doveste trovarlo tra i fili per fioristi, anzi, cercatelo anche in quello categoria.

 L’attrezzatura di cui avrete bisogno saranno tronchesi, pinze piatte e coniche piuttosto resistenti.

Sconsiglio l’uso delle più costose pinze per bigiotteria e lavori di fino poiché sopra il millimetro potreste romperle mentre lavorate questo filo che supererà le vostre più rosee aspettative specie nel decor , nei lavori che prevedono velocità di esecuzione e quanta più fantasia vorrete metterci.

Sono molte le persone che lamentano la necessità di usare guanti per proteggere le mani anche dallo sporco che il filo “lascia” sulla pelle durante la lavorazione. A me non è mai successo e il filo della Rayer non mi ha affatto sporcata. questa è una piccola nota tutta da verificare con altre marche, quindi mi riservo il beneficio del dubbio. E’ possibile tuttavia che ciò possa accadere con il filo acquistato per l’edilizia e non per l’ hobbistica. (Post – It per Mara)

Comunque sia tenere a portata di mano uno straccio o una vecchia salvietta da cucina non  solo vi aiuterà a pulirlo scorrendone la lunghezza, ma vi aiuterà a raddrizzarlo qualora si presentasse troppo arrotolato. Ricordo che un filo scaldato anche involontariamente dalle mani sarà più duttile e questo ovviamente faciliterà la lavorazione stessa. 

Ora posto uno dei miei ultimi lavori realizzato per una amica.

 

Si tratta di un pensierino 17×17 cm circa di circonferenza in cui al filo di ferro cotto ho unito qualche perlina bianca e fiori di lucite anch’essi reperibili on line (Io su Amazon presso rivenditore per bigiotteria inglese Charmbeads) Vengono spediti in sacchetti specie se piccoli, ma anche venditori italiani ne sono spesso forniti (GugaPluff solitamente li ha!) Per approfondimenti sulla lucite scriverò un articolo dedicato. Se nel frattempo desiderate sapere qualcosa di più tecnico riguardo il filo di ferro cotto, chiedete e sarete soddisfatti! 😉

Come il mio solito durante le fasi della lavorazione a questo mini progetto ho scattato foto di cui ho fatto una sorta di tutorial. E’ questo qua sotto dal mio canale Youtube

Nel caso il filo di ferro cotto in se ed il suo utilizzo fossero state curiosità che vi ronzavano per la testa, seppur in breve spero di essere stata utile. State certi che di filo di ferro cotto se ne riparlerà, o meglio se ne lavorerà senza ombra di dubbio.

A presto,

Mara 🙂