La mia elfina

… e con questa siamo a quota due

Ciao a tutti! Sono lieta di annunciare che l’ho finita

Nell’ articolo precedente vi ho lasciato con dei video sulla preparazione dell’impasto della porcellana fredda (con cottura in questo caso, ma questo passaggio si può saltare anche se io non l’ho provato.

Ho illustrato anche come fare un sostegno, una sorta di “impalcatura” che regga e aiuti a dare la postura desiderata a una figura umana. Per questa statuetta ho usato quella proposta. Dal momento che sono paziente e precisa, ma non sempre, mi è venuta fretta di finirla e mostrarvela. Essendo il mio peggior giudice, ma anche avendo visto di ben peggio, considerando che ho plasmato questa bimba senza attrezzatura del tutto adeguata al grado di difficoltà in cui mi sono aggrovigliata da sola e come il solito, penso avrei potuto fare di meglio, ma ci riproverò.

Esistono metodi e approcci molto più semplici che mi rendo conto aver saltato a piè pari. Avrei potuto ispirarmi infatti a figure umane e bamboline stile Thun, in cui, non per essere polemica, ci mancherebbe, i volti sono semplici, gli occhi chiusi offrono vantaggi per chi ancora non sa come modellarli e poi dipingerli all’occorrenza. Anche le mani, croce e delizia di tutti gli artisti, sono semplificate notevolmente al pari della bocca che è ridotta sicuramente per scelta ad una O.

Altra cosa sono occhi aperti con palpebre e pupille, altra cosa sono mani con dita proporzionate e ben modellate, altra cosa sono labbra e bocche dall’espressione stupita, seria, divertita o imbronciata… Mi spiego?

Ecco, pur avendo stabilito che la mia sarebbe stata la classica fatina dalla testa imponente e le orecchie appuntite, mi sono buttata sul difficile. Ho dovuto fare una piccola “impalcatura” da inserire nel busto anche per le ali, il che è tutto dire…

Ora che è finita finalmente respiro anche perché ho già preparato della pasta al bicarbonato, pasta al sale e altra porcellana fredda che devo utilizzare entro meno di due mesetti.

Ancora non ho ben chiaro cosa ne farò, ma proverò a stare alla larga dalle bambole OOAK!!! La vedo dura… 

Provate a digitare Ooak dolls (bambole Ooak) nel web. Vi anticipo solo che “One of a kind” significa “pezzo unico”, il che lascia intuire che il pezzo, in questo caso bambola è un soggetto artistico unico nel suo genere quindi non replicabile. Una loro “base” in alcuni casi è fatta in serie tramite lo “scheletro” acquistabile e qualche stampo, ma non vorrei dire una fesseria, ma tutto il resto cambia completamente. Fatevi un giretto su Pinterest perché è un bel vedere! 😉

Tornando alla realizzazione della fatina che con le ooak non ha nulla a che vedere, facendo un passo indietro, da così ….

… questa avventura si è conclusa così.

Penso ne sia valsa la pena, ma se dovessi darvi un consiglio spassionato, se desiderata provare la porcellana fredda, partite da soggetti più semplici senza esagerare nei particolari. Nel caso voleste fare una figura, una damina, un elfo, un animaletto  o altro ispiratevi, come dicevo a una figura tipo Thun, quindi a figure tondeggianti magari lavorate separatamente (non come ho fatto io) per poi assemblarle con poca acqua in fase di lavorazione, quando la porcellana non è del tutto asciutta o se già seccata all’aria, e questa ricordo essere la peculiarità di questo genere di paste, con del vinavil.

Per il momento non penso ci sia altro da aggiungere se non ribadire il fatto che con questo lavoro mi sono ritrovata a far fatica al pari di un ceramista alle prime armi. Fare ceramica significa dedicarsi a una disciplina artistica ben definita e precisa in cui non ci si può improvvisare, tengo a dirlo e ora tiro l’acqua al mio mulino ligure in fatto appunto di ceramiche e arte! 

Vi lascio salutandovi affettuosamente con un video che riassume tutto il processo creativo che “vissuto” per arrivare alla durissima porcellana fredda! 🙂 A presto e scrivetemi. Ciao!!!