Hai una bottiglia di plastica?

Metti caso che ne hai almeno una e potresti riciclarla.

Eccomi tornata dopo “il lungo esilio”, ma non a mani vuote. O meglio, diciamo che sono all’opera, che la mia testa macina intorno a un piccolo progetto che vorrei realizzare e che, metti caso, abbia voglia di parlarne con te or ora e cammin facendo.

Ti va l’idea? 

E’ abbastanza ovvio che dovrei ripartire dal wire wrapping e non escludo affatto che in questo progetto sarà più che mai presente, ma anche questa volta in compagnia.

E quale sarà mai questa guest star? Dal titolo dell’articolo penso sia desumibile.

Prima di procedere, però, permettimi di dire che detesto l’eccessivo utilizzo delle bottiglie di plastica anche se “PET” e i bancali stracolmi che vedo nei supermercati, di sapere quanto basta sul devastante inquinamento ambientale  di cui gli “umani” sono causa diretta e volontaria, di quanto dispiaccia assistere alla strage di animali ed ecosistemi marini, di quanto  mi intristisce e faccia arrabbiare la vista di bottiglie di plastica disseminate ovunque da gente insensata e del mio sentirmi cittadina di “un mondo di plastica” senza via di scampo.

Pur riconoscendone la sua ovvia utilità e aver ammesso che la plastica mi crea un certo disagio anche quando la separo dal resto dei rifiuti di casa, dal momento che mi si è accesa la lampadina e mi sono resa conto che: “Oh, accipicchia, la usano tutti per realizzare soluzioni simpatiche se non geniali (per tacer di chi ha fatto della plastica il materiale principe delle sue creazioni, quindi fonte di guadagno che posso comprendere e sono davvero in molti)”, per quale motivo non tentare anche io a maggior ragione se l’intento è creativ-eco-friendly? Ammiro l’arte di Veronika Richterová che ha portato l’uso, o meglio il riuso della plastica, a livelli artistici sorprendenti così come la regina del reciclo Gülnur Özdaglar, ma anche Mika Koizumi 

Perché la plastica o per essere più precisi il PET?

Non è mia intenzione addentrarmi  in opinioni contrastanti sull’uso ecologico e sicuro della plastica denominata PET  altamente riciclabile, riconoscibile dal logo impresso su di essa e studiata per uso alimentare nonché conservazione di ogni sorta di bevanda acqua inclusa. Ho avuto modo di fare qualche prova e riconoscere la sua malleabilità, facile manipolazione, il suo effetti luminosi che ne fanno in effetti un materiale molto divertente e creativo che vale la pena provare a usare almeno una volta se il tema ovviamente solletica la tua fantasia.

Ho ritagliato e usato piatti usa e getta, bicchieri, vasetti dello yogurt, le immancabili bottiglie di plastica PET, e non mi sono trovata bene con tutti questi contenitori. Ora mi spiego meglio il motivo per cui si scelgono più volentieri proprio le bottiglie.

Tengono meglio il tepore di cui si ha bisogno per lavorarne le parti che ci interessano. (Il fondo è gettonatissimo poiché prodotto già a forma di “fiore”. Le forme ottenute hanno la consistenza migliore ovvero non risultano troppo rigide o molli. Se l’operazione per passare da bottiglia a oggetto è compiuta correttamente, non provoca alcun vapore o fumo tossico e per male che vada al massimo ci si può un poco scottare le dita in quanto per lavorarla (ciò avviene in tempi brevissimi) occorrono una piccola candela o un accendino. Alcuni adoperano direttamente la fiamma del fornello, ma il lavoro potrebbe venire approssimativo, bruciarla e riempirla di bolle per il troppo calore della fiamma. E’ un effetto facilmente ottenibile, ma dipende dai gusti così come ottenere sfumature grigie da bruciatura. Io preferisco evitare strane inalazioni… Sarà “ecologica”, ma sempre plastica è.

Le cose sono andate così.

Mentre i lavori del mio studio procedevano nei tempi stabiliti ho pensato al suo arredo e illuminazione. Che provenga dalla finestra o dal soffitto è di fondamentale importanza ed è questo l’argomento chiave che si riallaccia al riciclo creativo della plastica e alla voglia di provare a tirare fuori da questa “nemica/amica” qualcosa per cui valga la pena tornare al tavolo da lavoro per sperimentare qualcosa che mi è del tutto nuovo. Desidero dare un tocco in più a un anonimo lampadario di plastica bianca marca Ikea , o almento questa sarebbe la mia intenzione. Ho buttato giù qualche idea su cui sto già lavorando.

PS. Se hai fatto qualche ricerca avrai notato quanti si sono sbizzarriti e hanno creato oggetti interessanti proprio con la plastica usata quindi ti avverto sin da adesso che io non ho inventato niente!

La mia sincerità è disarmante, lo so. 🙂 e quello che vedi qui sotto è ciò che al momento ho per le mani.

Il web è stracolmo di tutorial immagini e video quindi mi sento in sincero imbarazzo nel dirti che l’occorrente per realizzare quello che stai vedendo sono bottiglie di plastica PET, appunto, un paio di forbici, una candela tipo tea light o un accendino, se vogliamo andare sul sicuro un paio di pinze per tenere sulla fiamma i ritagli di plastica (Attenzione! Non deve bruciare o fare fumo!) e un po’ di manualità. Nel video https://youtu.be/Z5zQEtUqifk del mio canale Youtube ( Ahimè, ancora non ha un nome) faccio vedere il procedimento.

Ora fai qualche tentativo anche tu, se lo desideri condividi la conoscenza ovvero il mio articolo nel caso tu abbia apprezzato, cosa cui tengo molto.

Dopo tanto bla bla bla ora vado a lavorare al mio progetto. Spero attenderai di vedere il risultato finale. Ci sarai, vero?

Augurami buona fortuna e a presto con  il definitivo aggiornamento “post introduzione”.

Ciao!!!