Cinquanta sfumature di rame

Con il rame si può fare tutto!

 

Foto: Cambi Casa D’aste

Il rame è uno metallo umile, dal colore caldo ed è molto duttile quindi facilmente lavorabile. Non è particolarmente pregiato tuttavia può diventarlo nel momento in cui lo si trasforma in qualcosa di oggettivamente bello. Rientra nella categoria dei metalli vili, tra cui il nickel, il ferro e il piombo. Fanno da contraltare quelli nobili ovvero il platino, l’oro e l’argento. Questa distinzione è netta e si basa su quanto i metalli possono corrodersi e ossidare.

Il rame va considerato eco-friendly in quanto riciclabile al 100%. Note sono le sue proprietà termiche e come conduttore di elettricità.
Unito allo zinco si ottiene l’ottone, allo stagno il bronzo.

Come spesso capita a chi si lascia affascinare da questo metallo ho cominciato a usare  il filo di rame naturale (non trattato quindi ossidabile) e non il classico filo argentato. Trattandosi di rame verniciato o placcato argento quando si è fortunati, quest’ultimo si graffia e annerisce facilmente rivelando spesso il rame sottostante di cui è realmente composto. Considerando le ore di lavoro per ogni creazione, pensare che una delle mie possa fare questa fine non mi piace affatto.

Foto IrenArt tratta da video tutorial su Youtube sulla lavorazione a sbalzo.

La verità è che il rame mi piace così com’è e la mia passione per questo metallo da colpo di fulmine è divenuto amore lavorandolo.

Personalmente diffido dei fili metallici proposti in varie colorazioni. Il più delle volte si tratta di alluminio o appunto rame placcato che non mi ispira alcuna fiducia. Se non desidero che i miei lavori ossidino, uso vernici specifiche che ne mantengano la naturale lucentezza (La vernice protettiva Zapon è adatta come rivestimento protettivo contro l’ossidazione ed è disponibile anche spray in diverse diluizioni) o a seconda del lavoro che intendo realizzare  mantengo al contrario la sua ossidazione con un velo di vernice protettiva.

L’ossidazione del rame si può ottenere artificialmente intervenendo con mezzi chimici come il fegato di zolfo (In realtà si tratta di solfuro di potassio e viene utilizzato per creare patine anticanti su diversi tipi di metalli tra cui anche argento e bronzo. E’ facilmente reperibile in commercio in forma solida, gel o soluzione liquida da adoperare con cautela poiché i suoi vapori sono tossici). Possono essere usati anche altri agenti ossidanti come l’ammoniaca, ma anche un metodo che non ho ancora provato ovvero l’utilizzo di uova sode. Non stupirti! … I tuorli delle uova sode possono produrre zolfo e relative sostanze chimiche che reagiscono con il rame per modificarne il colore a un marrone più scuro o nero. Sebbene questo sia un metodo che richiede più tempo e non produce risultati così marcati come l’utilizzo del fegato di zolfo, avrai solo bisogno di uova sode e di un contenitore chiuso in cui mettere il metallo.

Sto notando che il rame ossidato è molto apprezzato in differenti creazioni, siamo esse lavori su lastra di rame, oggettistica e monili fatti a mano. In effetti non mi stupisco dal momento che si possono creare delle texture ed sfumature veramente originali come quella che si vede nella foto qui sotto.

Un intervento di questo genere è applicabile anche sull’ottone, il mio secondo metallo preferito, ma il rame ha un fascino tutto suo e più lo tratto più mi rendo conto di quanto ogni abbinamento con componenti in pietra, l’ampissima gamma di sfumature offerte da perle o cristalli non crei problemi di sorta. In commercio esistono anche prodotti chiamati patine, ovvero inchiostri speciali formulati per aderire perfettamente al metallo. Mi pare vi siano almeno tre toni di verde miscibili fra loro che permettono la riproduzione fedele del rame ossidato.

E’ giusto ricordare che tutti i metalli non sono esenti da ossidazione e anche il rame non fa eccezione, infatti con la sola esposizione all’aria o peggio agli agenti atmosferici, dapprima assume una colorazione tendente al marrone che gli fa perdere lucentezza. Da questa colorazione il passaggio successivo dell’ossidazione sarà la comparsa di ossido rameoso sulla sua superficie; da qui il tipico aspetto verdolino.

Ossidazione spontanea su rame nativo

Ricordo un bel portaombrelli di rame lavorato a sbalzo dei miei nonni. Si trovava in angolo dell’ampio ingresso. Essendo la casa molto asciutta era sempre brillante e abbastanza rosato. Poi ci fu un trasloco e il portaombrelli finì in una terrazza in balia delle intemperie che lo ricoprirono di puro cloruro basico di rame, oggi provocato volutamente, ma non in quel caso. Fui infatti io a ripulirlo con spazzolino, olio di gomito e flaconi di detergente apposito per rame per riportarlo al suo antico splendore. Con il senno del poi non lo rifarei e lo lascerei in parte ossidato per conferirgli un’aria vissuta e goderne la tipica colorazione verdina. La presenza di umidità nell’aria favorisce il processo ossidativo del rame… Ne sono certamente testimone.

Piccolo esperimento per accelerare l’ossidazione del filo di rame in casa.

Se provi ad avvicinare il filo di rame alla fiamma di un accendino o fornello questo scurirà rapidamente. Attenzione a non esagerare poiché annerisce velocemente l’ossidazione ottenuta ti sporcherà le dita non essendo durevole. Volendo puoi far tornare il rame lucido con un prodotto per la sua pulizia e lucidatura.

Scopriamo qualche altra caratteristica del rame. 

Questo metallo non è tossico o dannoso per la salute e come ho già detto è totalmente riciclabile (eco – friendly). Possiede inoltre caratteristiche antimicrobiche, antimicotiche (non permette la proliferazione di funghi) e antibatteriche. E’ diffuso il commercio di bracciali in rame non trattato che pare siano di aiuto nelle malattie quali l’artrite. E’ accertata la presenza di rame in forma di oligoelemento nel nostro organismo. Cuprum (rame) è utilizzato in naturopatia, omeopatia e più in generale nella cosiddetta medicina alternativa.

Nell’antichità veniva impiegato per le sue caratteristiche estetiche, ma anche curative. La pratica di indossare bracciali in rame fu introdotta dai Caldei circa 6000 anni a.C. per contrastare i reumatismi e prevenire le infezioni risale a circa 6000 anni fa e fu introdotta dai Caldei (Antica Mesopotamia).

Bracciali in rame. Foto “Sorgente Natura”

Ora mi fermo qui poiché dovrei aprire una parentesi troppo ampia. Si possono trovare varie fonti nel caso si desideri approfondire questo tipo di argomento. Ecco un sito che può esserti utile: https://sorgentenatura.it/speciali/bracciale-di-rame-un-monile-antico-e-potente.

Mentre a fine articolo mi soffermo a osservare questa immagine per restarne ancora una volta incantata, hai ancora dubbi sulla mia passione per il rame?

 

Piatto in rame con scene neoclassiche – Foto Cambi Casa D’aste

 

Spilla vintage in rame e ottone Art Déco
foto: antiquemarket48

Spero che la lettura di questo articolo sia stata esaustiva e scorrevole.

Per dubbi e domande contattami!

Alla prossima,

Mara

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