Oaak /One of a kind

Non l’avessi mai detto e ti spiego il perché.

Dall’inglese “One of a kind” per ooak si intende dire “pezzo unico” quindi irripetibile applicato, in questo caso a bambole di vari tipi. Possiamo dire che Ooak è sostanzialmente una bambola viene interamente modificata che da giocattolo viene fatta diventare  pezzo unico da collezionismo. La creazione più genuina di Ooak, in cui molte persone nel mondo si cimentano specie se riferisce a quelle in porcellana o paste sintetiche che asciugano all’aria o necessitano di cottura, si tratta infatti di alto artigianato artistico. Le mani di chi modella, colora corpi e volti umani creandoli pressoché dal nulla sono fenomenali. Basta andare su Pinterest e cercare ooak sculpting o anche ooak polymer clay per rendersi conto della preziosità di questi manufatti apparentemente vivi e tanto espressivi da trarre in inganno ad uno primo sguardo distratto. Le Ooak non sono giocattoli!

Dal momento il mondo delle Ooak abbraccia diversi tipi di materiali su cui intervenire per la creazione di veri pezzi unici e non esclude la personalizzazione di bambole preesistenti come Barbie, Monster High, Ever After High (Mattel) o spesso bambole Blythe dagli occhioni grandi e cangianti, ma anche altre dal viso simile a Manga, insomma, anche queste bambole completamente stravolte nel loro aspetto originale di fabbrica si trasformano in ooak e devo dire che non sfigurano affatto se comparate a quelle più simile a statue delicatissime con arti mobili e non. (Esistono anche stampi specifici per ooak che ne sveltiscono almeno la preparazione della “base” su cui si andrà a modellare ulteriormente, a colorare ex novo occhi, labbra etc.)

Come si può capire quello della bambole da collezione ooak di una certa levatura “artistico-artigianale” è veramente vasto e ammetto essere anche parecchio affascinante. 

In un articolo precedente in cui parlavo di altro argomento (questo sulle Ooak è abbastanza Off topic…) scrissi: “Ancora non ho ben chiaro cosa ne farò, ma proverò a stare alla larga dalle bambole OOAK!!! La vedo dura… ”  e infatti ci sono cascata. Da qui il mio “Non l’avessi mai detto!” … Con ciò non intendo dire che non mi piacciono, ma l’esatto opposto.

La mia esperienza? 

Ho trascorso oltre un mese e mezzo a fare ricerche e prove per farne almeno una anche io. Questo ha comportato l’acquisto del materiale che mancava a il mio già abbondante arsenale: la vernice spray in primis (non ne avevo una che non diventasse troppo lucida da far sembrare Barbie e Winxs rubate a mia nipote ancor più finte ), pastelli morbidi, matite acquarellabili di ottima marca, acrilici per modellismo, pennelli finissimi (numero 00 – 0 – 1), il kit per il rerooting (rifacimento capigliatura ciocca per ciocca) . Anche qui si possono usare capelli pensati appositamente per questo passaggio in nylon, viscosa, ma anche lana. La lista non sarebbe finita perché una Ooak è completa di outfit quindi va ad aggiungersi vestito/i e anche gli accessori (e qui la fantasia prende il volo così come i soldi che potrebbero essere spesi per impreziosire di dettagli (oggetti tenuti in mano, ornamenti fai da te, ma anche acquistabili tipo occhiali, scarpe etc…) Davvero c’è da sbizzarrirsi, da divertirsi, tuttavia occorre essere, penso io ed è una mia personale considerazione, completamente votati a questo tipo di lavoro. Bambole, bambole e ancora bambole.

Mi sono lasciata tentare e non ho concluso la mia esperienza (Ho ordinato on line una nuova vernice con cui fisserò il colore su volti in vinile di bambole senza più occhi e labbra che dovrò ridipingere : Mr Super Clear della Mr. Hobby , una marca giapponese che va per la maggiore fra le Ooak makers di tutto il mondo). Mi accorgo con un poco di sollievo di non sentirmi completamente immersa in questa avventura. Non mi ritengo, infatti, una “doll addicted” e non ricordo di esserlo mai stata. Si, come tutte le bambine ho giocato e avuto molte Barbie, bambole uscite di produzione da anni che oggi sarebbero considerate vintage… Sto rimuginando e credo che questo mondo non mi appartenga. Forse bisogna amare le bambole smisuratamente, o forse occorre al contrario quasi detestarle per cancellare i loro connotati con l’acetone o tagliare i capelli ancora perfetti per infilare aghi e filati in quelle povere testoline 🙁  No, scherzo! C’è un tale dispendio di denaro e tempo dietro la personalizzazione di una bambola che non si può non esserne visceralmente innamorati. Posso dirlo con cognizione di causa poiché io stessa ci sto provando.

Resta il fatto che se vedete una ooak fatta bene che incontra i vostri gusti, sia essa una dark lady, una collegiale dall’aria casta, una vampira o una visione angelica sono certa che anche voi non potrete fare che ammirarla e congratularvi con chi le ha dato vita.

Occorre tuttavia lavorare al rifacimento in toto di una doll per capire quanto duro lavoro ci sia dietro. 

Mi pare che queste siano due ex Eve Love della Simba i cui capelli erano un ammasso cespuglioso non recuperabile che rifatto con lana che ho poi pettinato. Se rifacessi il loro volto, con il vestitino adeguato e giusta acconciatura sarebbero Oaak” 🙂 

 

 

 

 

 

 

 

Questa sotto è una ex Winx sottratta alle tante bambole di terza mano regalate mia nipote (spero non se ne accorga, ma si trovano a casa di mia suocera, quindi ad oggi non ancora accaduto nulla…) Qui ho lavorato solo il volto senza rimuoverlo completamente e ho cambiato acconciatura con qualche ornamento. E’ stato il mio secondo tentativo per niente soddisfacente. Avrei potuto si muovere il glitter dalle labbra…   E’ pur vero, a mia discolpa, che c’è bambola e bambola, infatti cercando e documentandomi ho scoperto che le bambole più usate per fare Oaak  sono principalmente le Monster High della Mattel per il semplice fatto che i vari personaggi hanno la testa più grossa di una Barbie, il volto è ben stampato quindi definito, cosa che le povere Winxs dagli occhi enormi e improbabili non hanno. Sono troppo grandi e allungati fin quasi alle orecchie, la fronte altissima…

Ecco la mia prima cavia in pratica senza più capelli. Il viso è stato ridisegnato interamente. Nella seconda immagine gli occhi che avrei preferito darle se la forma del viso fosse stato adatto.

 

 

 

 

 

 

Per farla breve non ho scelto la bambola più adatta, ma ormai mi sono incaponita e ora sto cercando un paio di Monster High usate per rendermi conto se quel che immagino ha un effettivo riscontro, se sono veramente più semplici da ridipingere in punta di matita appena temperata o di pennello, per capirci. Io non ho la testa dura… Di più! 😉

De gustibus non disputandum! Non è altro che tempo perso discutere sui gusti delle persone e comunque il mondo delle ooak dolls è fin troppo vasto e privo di regole o parametri da rispettare… secondo me, ma forse il bello è proprio questo. 

Ed ora l’ultimo “tentativo di ooak” con una Barbie vecchiotta, poverina… Qui sono intervenuta con lunghe pettinate per recuperare i capelli originali che erano lunghissimi e delle edizioni anni ’70 in cui erano foltissimi e sottili. Mi stanno volando ancora per casa. Volevo una strega, un personaggio un po’ fosco così ho ingrandito e scurito le labbra, aggiunto lunghe ciglia poi glitterate, ho fatto sparire l l’azzurro rassicurante degli occhi e alzato le sopracciglia, ma nell’insieme questa bimba continua a non convincermi. De gustibus, appunto .… anche quello che si può pensare di questa Barbie il cui piccolo volto è veramente molto piccolo, ma possibile ridipingere con più precisione. Qualcuno ci riesce con successo, io ho avrei dovuto infilare le ciglia con l’ago dopo averla ridisegnata. Vedi? Quando dico che il prova e riprova e prova ancora ha un senso? Occorre esperienza e questo vale anche per me. Il punto è che non penso porterò avanti il discorso “bambole” (anche se adoro disegnare su vinile e plastica…)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chi fa ooak con le Monster High, ad esempio, si dedica unicamente a questo e tutto ciò che il loro lavoro richiede. Spesso la bambola come materia prima su cui intervenire viene acquistata nuova, personalizzata e poi venduta. Su Etsy ce ne sono decine e decine di tutti i tipi e a prezzi piuttosto altini che però ampiamente giustifico a patto che le Ooak siano ben elaborate o finemente semplificate nella loro essenza. Per fare una ooak occorre essere disposti a modificare a volte in modo assai pesante, ed io qui io  parto già male perché anche solo il tagliare i capelli a una bambola nuova per poi cambiarli attraverso il re rooting mi lascia perplessa pur capendo le esigenze delle doll makers. La Oaak è la bambola che si è sempre sognato, che mancava alla collezione… E’ il famoso pezzo unico di cui sopra! E questo è quanto.

In quanto a me, comunque siano andate le cose ad oggi almeno una One of a kind fatta bene e come la desidero io, però, riuscirò realizzarla! …

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… o almeno lo spero…

Ciao a tutti e a presto con il prossimo articolo in cui mi auguro di recare buone nuove!

Mara