Per finire quello che era stato iniziato…

Lo spunto per il lavoro che ho fatto e il suo racconto in questo articolo viene da una cornice in legno ovale che mio padre aveva preparato per la doratura, ma che purtroppo non ha potuto terminare. Va da sé che quanto scrivo mi porti profonda emozione poiché era stato proprio lui a insegnarmi i primi rudimenti di questa antica tecnica.

Incompiuta, con uno strato di bolo già steso sulla sua superficie, così si è presentata quando mi è stata data. Era chiusa in sacchetto leggermente impolverato. Non so da quanto tempo fosse lì.

Non facevo dorature a missione da anni, ma ho sentito il dovere  e il desiderio di finirla io.

Sentimenti e ricordi a parte, venendo al “tecnico”, la doratura è un processo di decorazione ornamentale appunto in oro (vero o falso) che si presenta in fogli sottilissimi i quali vengono tagliati da esperti doratori su cuscinetti in pelle scamosciata con l’ausilio di coltelli fatti per questo scopo e ben affilati. Il sottilissimo strato di oro detto in foglia a volte può essere sostituito da leghe argento e rame. Personalmente le ho utilizzate per alcuni miei dipinti su tela.

Questi gli step del mio lavoro e la cornice finita (E’ stata anticata e ho usato un filo di argento per darle un aspetto perlaceo)

La foglia d’oro si applica su altri materiali che esulano dall’essere obbligatoriamente legno. La superficie da dorare dovrà essere preparata con uno strato di bolo ovvero un’argilla polverizzata e venduta già pronta nei colori giallo (ocra), rosso, o nero (il bolo nero si usa per l’argento). A seguire si stenderà sulla superficie la missione ovvero una sostanza acquosa bianca (una volta asciutta diventa trasparente) fatta per incollaggi di foglie d’oro. Una volta stesa la missione che può essere sia ad acqua che all’alcool, si procede con il taglio dell’oro appunto e la sua applicazione sulla missione appoggiando i pezzetti di metallo finissimo con l’aiuto di pennelli dalla punta piatta.

Grosso modo la doratura consiste in questo con varianti quali a guazzo, ma qui entrerei in un campo che lascio agli addetti ai lavori, restauratori e doratori professionisti. Si sappia che i suoi usi principali sono nella produzione di volumi di pregio per bibliofili, nella decorazione di mobili di lusso. Era una tecnica molto diffusa nell’arte e nell’architettura medievale, specialmente in quelle bizantina e rinascimentale, dove la foglia d’oro veniva usata nei dipinti su tavola di legno, per esaltare l’effetto visivo delle aureole dei santi, o il brillare del sole. Non trattandosi di “colore”, la resistenza dell’oro impiegato ha permesso a queste tavole di giungere fino ad oggi con immutato splendore. Aggiungo per esperienza diretta che nessun pigmento, vernice o colore di sorta possiede la lucentezza della foglia d’oro!

Mio padre amava cimentarsi nella riproduzione di icone sacre in stile bizantino e negli ultimi anni la sua tecnica in fatto di doratura si era ulteriormente affinata. L’uso di brunitoi ovvero strumenti professionali con pietra d’agata, sono usati per comprimere, lisciare e  lucidare la foglia d’oro, che diventerà un tutt’uno con bolo e missione. Avete presente uno specchio d’oro? Più o meno il risultato finale è quello, ma più opaco, ovviamente…

Quando la doratura sarà conclusa per sigillarla e proteggerla di norma si usa la  gommalacca, una resina ottenuta da ambra in scaglie sciolta in alcool (Io uso quella decerata). E’ tuttavia possibile conferirle, prima di questo passaggio finale, anticarla o cambiarle l’effetto come si presenta al momento con interventi ulteriori a creare effetti fra i più svariati usando cera, cera bituminosa, bitume, mecca. 

Insomma, il capitolo doratura è veramente vasto sia per la sua storia, sia per le svariate tecniche che riguardano l’utilizzo della foglia d’oro. Per questo motivo mi fermi qui e lascio ai professionisti il compito di avvicinare le persone a questo mondo tanto legato al restauro, al semplice abbellimento, al design e altro ancora.

Provando a dorare dopo anni mi sono resa conto di quanto sia stato fondamentale osservare qualcuno che lo facesse e nel contempo spiegasse i passaggi in corso d’opera. Per questo motivo ho filmato le fasi della mia doratura visibili su Youtube.

Questo è il primo video che spero renda l’idea di quanto spiegato a parole.

 

Ci sono cose che in effetti bisogna veder fare dal vivo.

Spero questo articolo sia stato interessante e vi do appuntamento al prossimo in cui ancora si parlerà di filo di ottone.

A presto e ciao a tutti!

Mara