“Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede tale coraggio, una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esiste potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse la mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c’è un’intelligenza che chiede d’essere ascoltata.”

 

Ogni anni l’ 8 marzo mi sempre più difficile essere in qualche modo “originale” e non cadere nello scontato e ineluttabili dati di fatto. Il calendario mi ricorda che ricorre la celebrazione della Festa della donna.

Ci sarebbe un mondo di ragionamenti, pensieri e riflessioni soprattutto su tristi quanto avvilenti fatti di cronaca proprio a danno della donna; che accadano in Italia o nel resto del mondo, notizie e immagini orribili ci giungono attraverso i media con una cadenza impressionante. Tutto ciò fa pensare che ci sia poco da celebrare, ma sarebbe un errore!  Altrettanto complesso parlare dell’essere donna oggi, come del resto in passato senza aprire dibattiti che troppo spesso mi hanno lasciata esattamente come mi hanno trovata: tante promesse, tante iniziative e tante lodi per poi trovarsi un pugno di sabbia in mano. Perché essere donna, per quanto riguarda il mio modo di vedere le cose e basandomi su fatti reali, talvolta è veramente difficile.

E’ complicato lavorare in casa e in ufficio, è complicato decidere se diventare madre o tenersi un posto di lavoro il cui stipendio è sempre più basso rispetto al collega maschio… La vita di una donna è una sfida fatta di continue occhiate all’orologio e per la maggior parte delle donne giornate caratterizzate da attenzioni più rivolte al “benessere” di altri a discapito del loro. 

Che piaccia o no, che la si voglia festeggiare o meno, questa giornata è bene che esista. Più vado avanti con la mia vita, le esperienze quotidiane, il lavoro e le mie passioni, più sento di non voler gettare al vento l’occasione per ricordare gioie, faticose soddisfazioni nonché piccoli grandi successi che le donne tutte hanno il diritto sacrosanto di sperimentare e vivere. Non solo questa giornata dovrebbe smuovere le coscienze e ricordare quanta strada la cultura e la società abbiano da compiere prima di poter affermare che le donne nel mondo hanno raggiunto mete e posizioni di rilevanza sociale davvero paritarie.

Tutti sanno che simbolo di questa giornata è il la mimosa.  A tal proposito ho voluto capire perché proprio questo fiore.

Le mimose del Comune di Pieve Ligure in Provincia di Genova.

E come tutti gli anni invito a lasciare le mimose sugli alberi, ma invano.

Vuoi mettere vederle così, con un meraviglioso panorama come quello della mia terra?

Per concludere…

Alle donne che hanno saputo distinguersi e a lasciare un segno indelebile nella storia, alle donne che si battono per difendere i diritti di quelle meno fortunate, alle donne che hanno saputo ribellarsi e affermare la loro intelligenza, forza e creatività, alle donne che hanno attraversato la mia esistenza, a quelle che conosco personalmente, a te che mi stai leggendo, alla donne che incontrerò, auguro oggi più che in qualunque altra circostanza, una giornata un poco differente dalle altre caratterizzata dalla consapevolezza di quanto sia prezioso il fatto che TU CI SIA!

Anche quest’anno auguro il meglio a ciascuna di noi!

Auguri, donna!!! 

Auguri, donna!

Mara