Vediamo insieme cosa è il fegato di zolfo.

Introduzione

ll fegato di zolfo (solfuro di potassio) è il sale di potassio dell’acido solfidrico e si presenta come un solido dal colore giallo -marrone con odore caratteristico (uovo marcio). Il fegato di zolfo viene utilizzato per creare patine anticanti su diversi tipi di metalli, come l’argento, il rame, l’ottone, il bronzo, ecc. In base al tempo di posa e al tipo di metallo trattato, il fegato di zolfo permetterà di ottenere patine di colore diverso che andranno dal giallo al nero passando per varie tonalità di marrone. La capacità antichizzante del fegato di zolfo sui metalli viene utilizzato nel restauro delle monete (numismatica), delle dorature e di oggetti in metallo in genere, per omogeneizzare gli interventi del restauratore con il resto del manufatto, rendendo il tutto più uniforme. Le proprietà del fegato di zolfo possono essere sfruttate anche a fini decorativi per la patinatura di oggetti artistici.

Specie nella produzione di oggetti artistici in rame, argento oppure ottone, si usa “BRUNIRE” i metalli. Questa operazione La brunitura (talvolta detta anche bronzatura o metallocromia) è la colorazione superficiale di un metallo praticata con ha lo scopo di fornire una protezione contro l’ossidazione oltre che di migliorarne l’aspetto. In buona sostanza nel nostro caso si tratta di accelerare artificialmente questo effetto con la diluizione di poche gocce di fegato di zolfo in acqua calda in un bicchiere o altro contenitore in cui verrà immerso il manufatto. Più grande sarà, più aumenterà la dose di acqua e ovviamente il fegato di zolfo. 

Consideriamo che per un bicchiere di acqua calda, 3/4  gocce di fegato di zolfo. Per il ciondolo di rame che ho fatto per il tutorial che vedrete su Youtube, questo quantitativo è stato più che sufficiente e avrei potuto aggiungere altri piccoli oggetti, per esempio un paio di orecchini. 

Nel tutorial che vedrete ho velocemente realizzato questo ciondolo a spirale in rame da 1 mm che ho martellato. Una volta brunito l’ho asciugato e con leggere passate di carta vetro finissima  (da 180 e in seguito 1200) ho rimosso la patina scura che desideravo dalle parti in rilievo per ottenere un effetto chiaro scuro che potete vedere. Sarebbe tuttavia opportuno compiere questa operazione di “schiaritura/ lucidatura” con della paglietta di ferro antigraffio usata anche per rifinire legno, vetro e metalli e si presenta come una “lana color acciaio”. E’ usata in antiquariato da ebanisti e restauratori, ma in mancanza di questa la carta vetro va benissimo.

Curiosità! Si possono usare le uova sode 🙂

L’ossidazione è un procedimento chimico vero e proprio.  Devono, gioco-forza, intervenire degli agenti chimici, di solito degli acidi. Questo non deve spaventare, niente che non possiate fare a casa. Tuttavia esistono anche metodi più casalinghi visto che l’ossidazione sfrutta elementi e principi che sono sotto i nostri occhi quotidianamente. Abbiamo visto come funziona il metodo più comune ovvero la soluzione con fegato di zolfo, ma ne esiste uno “total green”  ovvero il metodo dell’uovo sodo. Si tratta di un sistema antico ma efficace, qualche volta lo si fa anche a scuola per far vedere ai bambini come avviene il processo di ossidazione.

Come si fa?

Fate bollire una o più uova a seconda se dovete ossidare un oggetto piccolo o di medie dimensioni. Quando saranno sode e ancora piuttosto tiepide prendete un sacchetto trasparente che si possa chiudere bene e non passi  aria. Inseriteci l’uovo sodo, intero o a pezzi ma che abbia il suo guscio, e mettete dentro anche l’oggetto metallico. Se ce la fate fate in modo che le due cose non si tocchino. Nel giro di qualche ora (4-8 ore) il metallo si ossiderà. Poi ovviamente sciacquerete il tutto con acqua. Il metodo funziona, ma come vedete ci vuole parecchio tempo, mentre il fegato di zolfo diluito in acqua calda non bollente è molto più rapido. Il fegato di zolfo viene venduto anche on line.

Io l’ho acquisto da Hobbyland per  soli € 2,99, ma si trova un po’ ovunque.  Si tratta di un boccino con appena 3 cc. di solfuro di potassio puro che però dura un bel po’ perché se ne usa poche gocce alla volta. E’ reperibile in versione liquida, in cristalli solubili che in realtà presentano come polvere raggrumata, in gel. In Liguria nelle farmacie ed erboristerie, ma anche on line nel caso vogliate sperimentarli, vengono venduti dei cannelli di zolfo puro. Si, è vero! Vengono usati contro i dolori reumatici, da cervicale ecc., ma non mi risulta siano mai stati sperimentati in tema di ossidazione.

Detto ciò non resta che lasciarvi alla visione del video di cui sopra e augurarvi buon mese di luglio a tutti!!! 🙂